Lascia stare i santi

un film di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna
ricerche d’archivio Natalie Giacobino
sound design Marco Furlani
consulenza alla fotografia Tarek Ben Abdallah
con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni
montaggio Angelo Musciagna
musiche e consulenza musicale Ambrogio Sparagna
regia di Gianfranco Pannone
Una produzione Istituto Luce – Cinecittà – (75’ – b/n – colore – 2016)

Lascia stare i santi è un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Santi antichi e più recenti, madonne bianche e nere, processioni devozionali…, sono espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che così lontano non è.

Ancora oggi, specie nel Sud Italia, ma con “isole” anche al Nord, la fede popolare è un fatto concreto, che trova la  massima espressione nel canto, nella musica. E i suoni proposti in questo film da Ambrogio Sparagna ne sono una chiara testimonianza.

Il prezioso repertorio dell’Archivio Luce, composto di documentari e cinegiornali d’epoca, asseconda questo viaggio nel mondo della religione popolare, che Gianfranco Pannone, con sguardo laico, rimescola in un percorso emozionale tra passato e presente  E le voci di alcuni intellettuali, cui danno voce Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni,da Silone a Pasolini, da Rocco Scotellaro a Mario Soldati, fino a Gramsci, rafforzano l’idea di un mondo ancora vivo che ci riguarda tutti.

 

Nota del regista

Ogni anno a Catania devoti di ogni ceto ed età festeggiano Sant’Agata. E’ una folla vivace e agitata, che avanza trasportando l’immagine della santa per le vie della città come se andasse in guerra. Ecco, la religione popolare da noi nel profondo ci rivela il Paese: invasioni, soprusi, rivolgimenti, morte, hanno accompagnato duemila anni di storia e la devozione per i santi spesso ha rappresentato un conforto, specie per i più umili. Un sentimento popolare che per secoli non ha filtrato il dolore, la violenza, come ancora oggi è evidente vicino Napoli, tra i fedeli che, al limite del fanatismo, si contorcono e urlano davanti alla Madonna dell’Arco, chiedendo la grazia.

Oggi le cose sono cambiate, le guerre sembrano lontane e la devozione religiosa si è fatta più composta, oltre che minoritaria. Rimangono vivi per fortuna i canti e le musiche devozionali. E si fa avanti un rinnovato bisogno di sacro.

Non mancano gli interrogativi. Quanto alberga segretamente in ciascuno di noi? Siamo solo figli di questo presente? O anche altro che non sappiamo più vedere?

 

Questo film sarebbe piaciuto a Ernesto De Martino (Antonio Pennacchi)

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